Nel continuo tentativo di far crescere il business, molti CEO si stanno
rivolgendo ai CIO e all’organizzazione IT, perché la tecnologia è
assolutamente essenziale per due fonti primarie di crescita:
l’innovazione e l’integrazione organizzativa. Le attività che si
svolgono in entrambe le aree vanno portate avanti in sincronia, perché
la velocità d’innovazione dipende spesso dalla capacità di coordinamento
trasversale, e perché le innovazioni non possono raggiungere una
dimensione sufficiente e un impatto sufficiente se non vengono
pienamente integrate nelle operations dell’azienda. Eppure, dicono l’ex
preside della Harvard Business School Cash, il preside di Oxford Earl, e
il direttore della ricerca di nGenera Morison, i due sforzi rimangono
«atti innaturali»: troppe grandi aziende sono più brave a soffocare
l’innovazione che a capitalizzare su di essa, più brave a ottimizzare le
operations locali che a integrarle per il bene dell’azienda e dei suoi
clienti. Per fare apparire più naturali ambedue i processi, gli autori
suggeriscono di creare due team dedicati e adeguatamente supportati
dall’IT: un gruppo per l’innovazione distribuita (GID) e un gruppo per
l’integrazione interna (GII). Di solito i due team sono costituiti al
massimo da una dozzina di persone, in possesso di un’esperienza ibrida
business-IT, che vengono messe al servizio dell’intera organizzazione.
Il GID funge da centro di competenza per le tecniche di innovazione,
prende in considerazione nuovi utilizzi per tecnologie già sviluppate
all’interno, ricerca nuovi sviluppi all’esterno dell’azienda, e mette a
disposizione esperti per iniziative interne di innovazione. Il GII
seleziona i progetti di integrazione più promettenti, fornisce risorse
per farli partire con una strutturazione adeguata, e poi li integra nel
modello operativo dell’azienda. In assenza di questi enti di supporto,
dicono gli autori, l’innovazione e l’integrazione non si estenderanno
abbastanza, né abbastanza rapidamente, all’interno di una grande
organizzazione, da consentirle di tenere il passo con i concorrenti più
piccoli, più giovani e meglio supportati dalla tecnologia, a cui
l’innovazione e l’integrazione vengono molto più naturali.
http://www.hbritalia.it/blog/item/768-lavorodisquadraperl%E2%80%99innovazioneel%E2%80%99integrazioneaziendale.html#.U6KzuyjwCZQ
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